L’insieme delle esperienze e delle conoscenze legate alla musica, all’arte organaria, cembalaria e all’artigianato artistico, Giovanni Canciani le ha riposte e conservate in luoghi che sono diventati simbolo del sapere e del saper fare. Sono La Mozartina 1 e La Mozartina 2, due case ad uso museale site a Paularo, sintesi di un progetto avveniristico da lui ideato e raccolto nel titolo “Museo del suono”. Un’idea nata durante i suoi anni torinesi, quando l’amministrazione si era interessata alla realizzazione di una scuola di restauro e di un museo di strumenti antichi che doveva essere collocato nel Cimitero dei Nobili e in parte nel Convento delle Sacramentine di Piazza Carlina. Svanito il progetto, il compositore Canciani pensò di trasferire, con il suo ritorno a Paularo, una parte della sua ricca collezione di strumenti rari e pregiati, fondando così nel 1993 la prima sede nella settecentesca casa Scala. Distribuita su tre piani, la raccolta strumentale costituita da strumenti tutti restaurati e sonanti, fa bella mostra di sé unitamente ad altri rari manufatti, suppellettili, mobili e libri antichi, per ambienti ricostruiti con assoluta eleganza e attinenza storica e di stile.

Tra gli strumenti più pregiati conservati presso La Mozartina 1, va indubbiamente annoverato l’organo realizzato da Giovan Battista Testa e databile intorno il 1650. Un organo positivo e portativo di 320 canne, tastiera di quarantacinque tasti con la prima ottava corta e otto registri, probabilmente appartenuto alla regina Cristina di Svevia che in seguito l’offrì in dono al cardinale Pietro Ottoboni, futuro papa Alessandro VIII.

Tra i pianoforti, in una sintesi della storia di questo strumento con particolare attenzione rivolta alle evoluzioni meccaniche, il museo conserva un Thurmer di fine Ottocento con meccanica corteza e intelaiatura in ghisa sospesa, un Waldemar con meccanica a baionetta, un pianoforte da tavolo Kaeferle, un Kriegelstein, un Erard, un Lipp, un forte piano Wopaterni e come strumenti moderni un pianoforte mezzacoda Kawai e un organo elettronico Viscount.

Inoltre tre armonium di cui un Debain e un Peiretti, un clavicembalo Ammer, due cetre da tavolo, un’arpa Erard, un glockenspiel del Settecento, due violini di cui un Geiepel di notevole pregio, un liuto del Cinquecento, un mandolino milanese, uno napoletano e una chitarra piemontese, inoltre due strumenti napalesi, una rasinga e uno sarangi. Una straordinaria raccolta, impreziosita da altre opere d’arte come un dipinto della scuola di Raffaello, un Genovesino, un’opera di Luca Giordano, una di Gioacchino Asseretto, partiture autografe di Michele Haydn, Mozart, Salieri e altri. Inoltre stampe, acqueforti, codici miniati, pianete, tra cui una appartenuta a Don Bosco, una raccolta di oggetti sintesi della storia della famiglia Canciani e una ricchissima biblioteca.

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